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Maldarizzi investe sulla formazione di giovani lavoratori: dal 1° ottobre dieci nuovi consulenti

In un periodo storico irripetibile, in cui molte aziende sparse sul territorio nazionale chiudono o tentano di rimanere a galla, c’è chi ha deciso che il futuro di questo Paese restano i giovani, volenterosi e con chiari obiettivi in testa. Lavorare in un settore mirato con il fine ultimo di crescere all’interno di un sistema già collaudato è un’opportunità che oggi è piovuta dal cielo. Maldarizzi Automotive Group, infatti, leader nella vendita delle automobili nel Sud Italia, a partire dal primo ottobre si avvarrà di dieci nuovi stagisti, retribuiti, da poter formare con l’ausilio quotidiano di un coach di caratura in vista di un futuro inserimento in azienda. Diventeranno infatti consulenti alla vendita.

Sono nove uomini e una donna, scelti grazie alla Adecco, agenzia numero uno in Italia per la ricerca del lavoro, che ha esaminato ben 590 curricula individuando quindici potenziali candidati. Di questi alcuni hanno mollato la presa in corso d’opera, nonostante l’enorme opportunità offerta da Maldarizzi. “È un investimento importante, messo in pratica lo scorso anno e che sta cominciando a dare i suoi frutti – sottolinea il dottor Francesco MaldarizziAbbiamo l’opportunità di creare nuove risorse umane che siano molto più vicine all’attuale mercato“.

D’altra parte la ricerca del nuovo personale, a differenza di come spesso accade quando si invia un curriculum in un’azienda, non è stata improntata sull’individuazione di soggetti con specifiche competenze. Alla base di tutto deve esserci la voglia di lavorare e specializzarsi in un settore. “Non abbiamo cercato persone con particolari requisiti. Solo gente sveglia, che parlasse inglese, prevalentemente laureata e che avesse un’ottima dimestichezza con i sistemi informatici. Da una ricerca di circa 590 giovani, abbiamo avuto adesioni a questo progetto da sole 15 unità. Qualcuno ha rinunciato allo stage retribuito dopo appena due settimane, nonostante la nostra proposta prevedesse la formazione con l’ausilio di una primaria azienda nazionale e un contratto di ingresso da 1200 euro al mese con una grossa percentuale di variabile. Poi si può arrivare anche a cifre più alte, ma questo dipende dalla componente fondamentale di imprenditorialità di ogni singolo“.

Unico neo è il non aver avuto la possibilità di formare più persone. Una piccola delusione insomma, nonostante ci siano ancora tanti giovani a casa che si girano i pollici. “Viviamo in un paese in cui non c’è la ricerca del lavoro ma quella di un posto fisso. Questo è il cancro che subiamo. Non deve andare bene qualsiasi cosa seguendo l’arretrata logica del ‘purché si lavori’. Il mondo è fatto di specialisti – conclude Maldarizzi – e ognuno deve saper svolgere al meglio il proprio lavoro. Di questo sono molto rammaricato. Mi sarebbe piaciuto poter formare almeno trenta persone. Sono tentato di fare la prossima ricerca tra i curricula degli stranieri“.

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